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Il Club Alpino Siciliano

Fondato nel 1892, il Club Alpino Siciliano è oggi una grande associazione con numerosi iscritti, presente sul territorio siciliano con ben 11 rifugi e fornito di Personalità Giuridica riconosciuta dal Presidente della Regione Siciliana con Decreto n. 210/A 5-8-1957.

Il Sodalizio attraverso le sue attività svolte in favore dei giovani esercita un importante ruolo per la tutela dell’ambiente e della natura, nonché di una valorizzazione sostenibile dei monti di Sicilia.

LA STORIA

Il Club Alpino Siciliano è stato fondato a Palermo il 9 settembre 1892 da cinque studenti liceali con la passione dell’alpinismo: Fausto e Francesco Orestano, Beniamino Lo Forte, Alfredo Perdichizzi e Giuseppe Noera. All’inizio si chiamò Club Alpino Quintino Sella, promotore dell’alpinismo in Italia. In quegli anni l’alpinismo, inteso come conoscenza dei monti in genere, era praticato da pochissime persone. I pionieri di questo sport furono gli inglesi, i quali nel 1857 fondarono a Londra l’Alpine Club, primo nel mondo, con connotazioni aristocratiche e quindi non accessibile a tutti e nemmeno ai giovani. Anche il Club Alpino Italiano, fondato a Torino nel 1863 con finalità scientifiche, non intuì che l’alpinismo per progredire come sport avrebbe dovuto rivolgersi soprattutto ai giovani. Allo scopo di diffondere l’alpinismo in Sicilia specialmente fra le nuove generazioni (come recita il primo articolo dello statuto del CAS), nacque a Palermo il Club Alpino Siciliano. Erano gli anni dei Florio, dei Basile, dell’Esposizione internazionale, della Triplice Alleanza, delle avventure coloniali.

Parallelamente, nel 1896, nacque la rivista ‘Sicula’ del Club a cui collaborarono studiosi e naturalisti quali Minà Palumbo, l’etnologo Giuseppe Pitrè, il filosofo Francesco Orestano, Michele Lo Jacono Poiero, Alessio Di Giovanni e altri. Nel 1976, la rivista prese il nome di ‘Etna-Madonie’.

Nel 1897, il Club Alpino Siciliano acquistò dal Ministero della Pubblica istruzione il Castello di San Benedetto (conosciuto come ‘Castellaccio’), monumento normanno del XII secolo. Si trova sul Monte Caputo, a 764 metri di altezza, e divenne meta preferita per le gite sui monti della Conca d’Oro.

Nel 1898, venne acquistato il convento sul Monte San Paolino a Sutera (provincia di Caltanissetta).

Notevole fu per quei tempi anche la partecipazione femminile: Olga Campisi con la tedesca Kate Paulus fu anche tra le pioniere del volo aereo.

Nel 1897 venne istituito dal Club a Collesano il Corpo di Guide delle Madonie per rendere più sicure le escursioni sui sentieri di quei monti.

Nel 1915, il Comune di Isnello assegnò al Club Alpino Siciliano il terreno di Piano Zucchi. Il Club iniziò subito i lavori, poi sospesi con lo scoppio della prima guerra mondiale. Finalmente, nel 1922, venne inaugurato a Piano Zucchi il primo rifugio alpino siciliano, intitolato poi negli anni ’50 a Luigi Orestano, che assicurò agli appassionati e ai naturalisti un punto di appoggio durante le loro visite in montagna.

Durante il fascismo, tutte le associazioni alpinistiche dovettero confluire nel ‘Centro Alpinistico Italiano’ e dal quel momento le gite divennero ‘adunate’. Nell’ottobre del 1943 il CAS riacquistò la propria autonomia e il suo patrimonio con Decreto del Governatore Militare Alleato Col. C. Poletti.

Nel 1947 fu creata la Sezione ‘Sci Club Palermo che divenne in seguito una delle più prestigiose della Sicilia e del Centro-Sud d’Italia. Contemporaneamente furono iniziati i lavori di ampliamento del Rifugio Orestano di Piano Zucchi e quelli di potenziamento del ‘Castellaccio’.

Nel 1957 il Presidente della Regione siciliana conferì al CAS il riconoscimento della personalità giuridica.

Nel 1961 l’Ente Turismo assegnò al Club la medaglia d’oro per il turismo sulle Madonie.

Gli anni Sessanta furono anni di espansione per il Club Alpino Siciliano che, sotto la presidenza di Giuseppe Crispi (presidente dal 1963 al 2006), ebbe notevole sviluppo sia nel campo delle attività che del patrimonio. Il Comune di Castelbuono assegnò al Club alcuni terreni demaniali, e vari Enti contribuirono alla realizzazione di diverse strutture montane sulle Madonne: nel 1968 il Rifugio Monte Cervi (m.l.m. 1600), nel 1970-73 il Rifugio F. Crispi di Piano Sempria (m.l.m. 1300); nel 1970 il Rifugio M. Morici al Pizzo Luminario (m.l.m. 1450); nel 1970 il Rifugio Carbonara (m.l.m. 1903); nel 1970 il Rifugio Bosco del Vicaretto (m.l.m. 1100); nel 1973 il Rifugio-Ostello della Gioventù (m 1600) vicino a Piano Battaglia. Nel 1982, l’Azienda foreste demaniali della Regione siciliana concesse al Club l’utilizzazione del Rifugio Arcarolo (m1565) sui Nebrodi e nel 1986 del Rifugio Torre del Bosco (m 956) al Pizzo Bileo (Bosco del Cappelliere – Ficuzza).

All’attività sportiva, il CAS ha sempre affiancato una concezione ecologica rivolta alla tutela dell’ambiente montano. Ha partecipato alle battaglie in difesa di Monte Pellegrino, Monte Cervi, Monte Soro, della Valle dell’Anapo, delle paludi di Vendicari, della costa dello Zingaro e di Monte Speziale, nonché per l’istituzione di parchi e riserve in Sicilia.