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Lettera aperta del Presidente

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Cari Soci, Socie e appassionati,

con l'entrata del nuovo anno e l'arrivo della prima neve importante sui nostri monti, intendo intervenire relativamente alla situazione critica dei rifugi e delle strutture ricettive che gravitano su Piano Zucchi e Piano Battaglia, e che richiede una rapida ed duratura soluzione.

Prima di far ciò però ritengo sia necessaria una doverosa premessa, utile soprattutto a chi non ha vissuto l'epoca pioneristica prima e di grande impegno poi di tanti appassionati che fanno o che hanno fatto parte del Club Alpino Siciliano, di cui mi onoro di essere il presidente e che negli ultimi anni è spesso stata dimenticata. Chi conosce questo Sodalizio e la sua storia sa che, grazie ai suoi fondatori (Fausto Orestano in primis) ed ai suoi soci attivi e presidenti (ricordiamo il compianto Giuseppe Crispi, tra i più noti ed importanti), esso ha storicamente posto le basi per il turismo montano sui monti di Sicilia, con un particolare riguardo alle Madonie.

Il famoso Rifugio Orestano di Piano Zucchi, costruito nel 1920, fu il primo rifugio costruito dal Sodalizio e potenziato negli anni '50 con il proposito di rendere la zona un luogo dove i siciliani potessero passare giornate all'aria aperta in uno dei posti più suggestivi dell'isola, senza dover per questo ambire a spostarsi a nord per avere un rapporto turistico con i monti. Grazie a questa intuizione di Fausto Orestano nacque così il Rifugio di Piano Zucchi, per come lo conosciamo ora, utilizzato prima solo come ricovero con un paio di camere e poi, dopo l'allargamento, con molti più posti letto e con un campeggio annesso. Tale luogo divenne quindi meta di migliaia di appassionati e amanti della montagna e da quel momento in poi iniziò lo sviluppo turistico della zona, creando i preamboli sia per lo sviluppo del villaggio montano di Piano Zucchi negli anni '60, e di altre strutture alberghiere, sia di Piano Battaglia. Quest'ultima località vide in pochi anni il potenziamento del Rifugio Marini da parte del Club Alpino Italiano (già costruito nel 1947), la realizzazione del Villaggio Montano da parte di tanti privati che costruirono il proprio villino di montagna, la costruzione del Rifugio Ostello della Gioventù “Piero Merlino” da parte del Club Alpino Siciliano nel 1973 e la costruzione degli impianti di risalita a metà degli anni '70. Con questa conformazione il binomio Piano Zucchi/Piano Battaglia doveva diventare l'esempio di come fosse possibile realizzare un turismo di montagna anche in Sicilia.

Il rilancio di Piano Battaglia che da qualche anno si sta cercando di promuovere, sia con la positiva riapertura del Rifugio Marini e adesso con i nuovi impianti di risalita, lascia ben sperare che questa formula possa riprendere ad esistere, sebbene i tempi siano cambiati e la coscienza ambientale, connessa a un “turismo sostenibile”, prenda sempre più il sopravvento indicando nuove forma di fruizione dell'ambiente montano. La posizione del Club Alpino Siciliano è sempre stata attenta a ben calibrare tale fruizione con un rispetto dei luoghi e della natura (famoso è il suo protagonismo nella nascita del Parco Naturale delle Madonie, nelle lotte per la difesa delle Riserve dello Zingaro, Pantalica e Vendicari, della riserva di Monte Cervi, etc.) ed anche in questa ripresa ci sia augura di riuscire ad intercettare e favorire questo tipo di fruizione equilibrata.

Fatta questa lunga premessa, tengo a sottolineare come negli ultimi tempi il nostro Sodalizio si stia ritrovando in una fase faticosissima nel suo storico ruolo di costruttore, manutentore e gestore dei rifugi da lui costruiti, poiché vari motivi, alcuni legati ad una progressiva complicazione burocratica dettata dalle nuove norme, altri all'assenza delle ingenti risorse economiche richieste, ne stanno mettendo a dura prova il lavoro volontario e la dedizione dei suoi Soci. Ogni giorno che passa ci duole constatare che il Rifugio Ostello della Gioventù “Piero Merlino”, la cui recente chiusura doveva essere per noi solo temporanea, dovuta solo a un semplice cambio gestione programmata, si sta invece prolungando oltre misura, per vari motivi burocratici e normativi, con un conseguente progressivo aggravio di costi per la manutenzione e, soprattutto, con la sottrazione di una struttura importante per l'ospitalità della zona.

Tale chiusura sommata a quella del Rifugio Luigi Orestano di Piano Zucchi, di cui abbiamo pronto da vario tempo un progetto di ristrutturazione dettagliato, ci rende particolarmente ansiosi, ma al tempo stesso risoluti, a vedere e ponderare con cura la soluzione di tali problemi e così poter dare il nostro contributo di supporto organizzativo alla zona.

Posso assolutamente dichiarare con orgoglio che il Sodalizio attraverso la mia persona ed il Consiglio Direttivo tutto si sta prodigando per la riapertura quanto più rapida possibile delle strutture chiuse così come di trovare formule compatibili per mettere a sistema le altre sue strutture presenti sui monti siciliani ed aumentarne la capacità di fruizione.
In quest'ottica la nostra speranza è di ritrovare ancora una volta al nostro fianco tutte le istituzioni, gli enti e gli amministratori locali che nel tempo si sono sempre dimostrati sensibili all'approccio da noi perorato, producendo così una virtuosa sinergia che ha permesso lo sviluppo del comprensorio per come lo apprezziamo adesso.

Mario Crispi
Presidente del Club Alpino Siciliano

 

 

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